• Keramos Arredobagno
  • Keramos Larciano
  • Keramos Pistoia

L'INVERNO E' ALLE PORTE!

Approfitta delle AGEVOLAZIONI dal 50% al 65%

ECORISPARMIO

CONOSCERE PER RISPARMIARE

SCOPRI LE AGEVOLAZIONI CHE PUOI OTTENERE

Agevolazioni fiscali per l'istallazione di stufe a pellet e NON SOLO!

DETRAZIONI FISCALI PER STUFE A PELLET E A LEGNA

Scegliere una stufa per riscaldare è una scelta rispettosa dell’ambiente e per questo incentivata con una serie di misure fiscali da parte dello Stato. Le detrazioni per l’acquisto di stufe a pellet o di stufe a legna, più volte prorogate nel corso degli anni, consistono in un 50 o 65% di detrazione Irpef distribuita in 10 anni. Sono state e sono tuttora una forma di aiuto fiscale quanto mai efficace per sostituire o integrare apparecchi inquinanti con sistemi ad energia pulita o comunque meno impattanti sulla qualità dell’aria.

QUANDO SI APPLICA LA DETRAZIONE DEL 50%

Se l’acquisto della stufa a pellet o a legna rientra in un progetto di ristrutturazione edilizia o più genericamente di risparmio energetico viene applicata una detrazione Irpef pari al 50%. E’ agevolabile soltanto l’acquisto di prodotti particolarmente performanti, soprattutto a livello di rendimenti ed emissioni. L’intera gamma di stufe a pellet e a legna MCZ rientra in questa agevolazione. Maggiori informazioni sui documenti da presentare e alcuni utili vademecum potete trovarli qui.

QUANDO SI APPLICA LA DETRAZIONE DEL 65%

La detrazione fiscale sale al 65% se l’acquisto della stufa fa parte di un progetto più ampio di riqualificazione energetica, certificata appositamente da un perito o da un tecnico abilitato. Se inizialmente questa detrazione si applicava solo alle stufe con caldaia integrata, quindi alle stufe idro, una interpretazione più allargata di ENEA ora fa rientrare tutti gli apparecchi a biomassa che superano l’85% di rendimento, quindi una buona parte della gamma a stufe a pellet e a legna di MCZ. Maggiori informazioni sui documenti da presentare e alcuni utili vademecum potete trovarli qui.

palazzetti
mcz

DOMANDE FREQUENTI

Cosa si intende per sostituzione?
Il termine “sostituzione” riferito ai generatori di calore è da intendersi la rimozione di un vecchio generatore e l’installazione di un altro nuovo, di potenza termica non superiore di più del 10% della potenza del generatore sostituito, destinato a erogare energia termica alle medesime utenze. Gli interventi che comportano un incremento della potenza superiore al 10% rispetto a quella del generatore sostituito non sono ammessi in quanto configurano il potenziamento dell’impianto esistente. Tuttavia, qualora l’impianto sostituito risulti insufficiente per coprire i fabbisogni di climatizzazione invernale richiesti, è possibile accedere agli incentivi anche per un impianto potenziato oltre la soglia del 10% (fermi restando i limiti di potenza previsti dal Decreto), purché il corretto dimensionamento del nuovo impianto potenziato sia adeguatamente giustificato nell’asseverazione del tecnico, di cui dall’art. 7, comma 6, lettera c) del Decreto.

Posso accedere al contributo se sostituisco una caldaia a gas GPL?
La sostituzione di generatori di calore alimentati a GPL è ammessa per i soli interventi effettuati in aree non metanizzate, esclusivamente dalle aziende agricole. Inoltre il nuovo generatore installato deve avere un coefficiente premiante relativo alle emissioni di polveri pari al valore massimo, ovvero 1,5.

Posso accedere al contributo se sostituisco una caldaia a gasolio?
Questo è un caso tipico ammesso dal GSE, che riguarda la sostituzione di impianti di climatizzazione invernale alimentati a biomassa, a carbone, a olio combustibile o – appunto – a gasolio. Va sempre tenuto presente che il nuovo apparecchio non deve superare di più del 10% la potenza della caldaia sostituita (a meno di un’asseverazione tecnica adeguata che giustifichi il potenziamento dell’impianto).

Posso accedere al contributo del Conto Termico e contemporaneamente alle detrazioni fiscali?
No, si tratta di incentivi non cumulabili. Attenzione: nel momento in cui viene acquistato il nuovo apparecchio a biomassa, nel bonifico va già indicato il tipo di incentivo a cui si intende accedere (vedi esempio di bonifico per il Conto Termico).

Il contributo del Conto Termico può superare il costo effettivo del prodotto?
A seguito della pubblicazione del decreto legislativo 4 luglio 2014, n. 102, di “Attuazione della direttiva 2012/27/UE sull’efficienza energetica”, a partire dal 19 luglio 2014, l’incentivo erogato al soggetto-responsabile non potrà superare il 65% dell’investimento complessivo (somma delle spese ammissibili).

Devo sostituire un vecchio camino aperto, che non ha targhe che ne attestino la potenza. Come posso procedere?
Nel caso di camini aperti e in generale di manufatti artigianali costruiti in loco o prodotti installati prima dell’entrata in vigore dell’obbligo di apporre la targa, al posto delle fotografie delle targhe va allegata alla richiesta di incentivo un’autodichiarazione del soggetto responsabile attestante la stima della potenza del generatore stesso.

Come dev’essere compilata la causale del bonifico?
Il bonifico deve riportare il riferimento al decreto, la tipologia dell’intervento (2B nel caso degli apparecchi a biomassa, 2C nel caso dei pannelli solari), il numero/anno fattura, il codice fiscale del soggetto responsabile e il codice fiscale/partita IVA del beneficiario. Attenzione: è necessario NON UTILIZZARE i modelli standard di bonifico che fanno riferimento alle detrazioni fiscali per la riqualificazione energetica (65% – 55%) o per la ristrutturazione edilizia (50% – 36%). L’indicazione nella causale di riferimenti a norme di legge inerenti le suddette detrazioni fiscali determina la non accettazione della richiesta. Se inizialmente chi “sbagliava” il bonifico (spesso per colpa della banca) riceveva un preavviso di rigetto e riusciva quindi a “salvare” la pratica, ora l’errata esecuzione del bonifico comporterà la non accettazione della richiesta, quindi un rigetto diretto.

Per inciso, la causale del bonifico deve essere compilata come segue:

Fac simile di compilazione di una causale:
DM 16/02/2016 FATTURA 1120/2013 SR VFEFCN81L21H471Y P.iva 12345678910 BENEFICIARIO VFEFCN81L21H471Y P.iva 12345678910

“(rif. Decreto) [DM 16/02/2016] + (rif. fattura) [FATTURA 1120/2013] + (Codice Fiscale Soggetto Responsabile) [SR VFEFCN81L21H471Y] + (Codice Fiscale/Partita IVA/Identificativo fiscale beneficiario) [BENEFICIARIO VFEFCN81L21H471Y]”

Nota: l’utilizzo dei separatori nell’indicazione delle date, ecc. (/ – ; …) è discrezionale e dipende dalle funzionalità dell’applicativo utilizzato dagli Istituti bancari.

KERAMOS srl | 452/458, Via Martiri Del Padule - 51036 Larciano (PT) - Italia | P.I. 01050410479 | Tel. +39 0573 84444 | Fax. +39 0573 84480 | info@keramosarredobagno.it | Informazioni legali | Privacy | Cookie Policy | Sitemap
Powered by  Pagine Gialle  -  SmartSite